Antiriciclaggio 2026: cosa cambia per gli amministratori di condominio
Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore le nuove istruzioni [...]
Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore le nuove istruzioni dell’UIF (Unità di informazione Finanziaria) per la segnalazione delle operazioni sospette, che sostituiscono le regole del 2011.
Gli amministratori di condominio rientrano tra gli “operatori non finanziari” e sono quindi tenuti agli obblighi antiriciclaggio.
I punti chiave della riforma:
-
Nessun automatismo: Una spesa insolita o un’anomalia contabile (es. pagamenti ingiustificati, richieste di intestazione a terzi o preventivi poco chiari) non fanno scattare automaticamente la segnalazione. L’amministratore deve compiere una valutazione professionale e concreta del contesto.
-
Processo a fasi: La segnalazione diventa l’esito di un percorso che prevede prima l’individuazione dell’anomalia, poi il suo esame e infine la scelta motivata se inviare o meno la pratica all’UIF.
-
Organizzazione dello studio: La gestione dell’antiriciclaggio richiede criteri interni chiari, la conservazione delle verifiche fatte e la motivazione scritta anche quando si decide di non segnalare.
-
Obblighi e raccomandazioni: L’adozione di procedure interne e la nomina di un referente SOS sono obbligatorie per gli studi associati e le società tra professionisti, mentre restano fortemente raccomandate per i singoli professionisti con dipendenti o collaboratori, sempre secondo un principio di proporzionalità alla dimensione dello studio.
In definitiva, per gli amministratori di condominio la normativa antiriciclaggio smette di essere un semplice adempimento burocratico isolato e diventa a tutti gli effetti un processo organizzativo interno.
Dal 1° luglio 2026, la parola d’ordine è responsabilizzazione: la legge non chiede loro di fare gli investigatori, ma di essere professionisti attenti, capaci di valutare le anomalie con criterio e di tracciare ogni decisione. Per gli studi condominiali, adeguarsi non sarà solo un modo per evitare pesanti sanzioni, ma una vera e propria tutela per la propria attività e per la trasparenza dei condomini amministrati.





